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I
fondamenti di un cambiamento di sistema Continua
la mia personale riflessione critica, autocritica e propositiva, sul
presente ed il futuro della popolazione romaně.
Per
migliorare le condizioni di vita della popolazione romaně non è più
sufficiente la denuncia, l'indignazione, la gestione di servizi,
differenziati o meno, ecc. occorre
impegnarsi
nella definizione dei fondamenti
di un radicale cambiamento di sistema, metodologico, politico e
strategico.
Per
migliorare le condizioni della popolazione romaně è sufficiente il
cambiamento di qualche “progetto
di gestione dei servizi”
per la popolazione romaně?
La
“gestione”
è stata ed è il vero e documentato fallimento del passato che ha
condotto tanti “furbetti
del quartierino”
a dare priorità esclusiva al business invece che ai reali bisogni
sociali, culturali, politici ed economici della popolazione romaně.
Per
un cambiamento utile a migliorare le condizioni della popolazione
romaně è sufficiente la “sostituzione” delle organizzazioni
pro/rom con le organizzazioni rom/sinte?
Per
fare cosa? Per gestire i progetti? Per copiare
gli errori del passato con furbetti
del quartierino
rom e sinti?
E'
facile evidenziare che nel panorama italiano ancora oggi
l'associazionismo rom/sinto è in crescita in termini numerici,
mentre per la democrazia interna, la professionalità, l'autonomia,
ecc. la strada da percorrere è lunga.
Semmai
è propedeutico al radicale cambiamento rispetto al passato
l'elaborazione di soluzioni per avviare buone collaborazioni
tra associazioni, con pari dignità, per perseguire obiettivi
concreti, prima che economici.
Il
cambiamento rispetto al passato per migliorare le condizioni delle
famiglie rom e sinte non può prescindere dal concetto di cultura.
“La
mente umana è un computer e la cultura e il suo software”.
La
cultura è come siamo programmati a fare le cose di ogni giorno. La
cultura influenza il nostro modo di comportarci, di reagire alle
situazioni e di stabilire la priorità delle cose.
La
cultura che condividiamo con altre persone ci unisce tacitamente
facendoci condividere modelli di comportamenti, attitudini e valori.
Tutti
dobbiamo avere le opportunità di poterci relazionare trasversalmente
alle differenze (perchè tutti proveniamo da infinite culture), per
la comprensione dei modelli culturali tramite l'analisi e
l'implementazione di azioni concrete per supportarli e rispettarli.
Il
cambiamento rispetto al passato non può prescindere da precisi
“processi”
interni alla popolazione romaně che permettono la crescita di
“consapevolezza”,
di
“professionalità”, di
“autonomia”,
di
“partecipazione attiva”.
Il
contributo di amici della popolazione romaně sarà importante per la
realizzazione del radicale cambiamento rispetto al passato, ma non
potrà mai essere avviato da loro, nè da interventi occasionali e
personalistici.
Per
l'avviare concretamente questa metamorfosi rispetto al passato è
essenziale costruire il riconoscimento di una classe dirigente
romaně, credibile e professionale, per definire i fondamenti
del cambiamento
tramite una politica di evoluzione dell'identità culturale romaně e
di rivendicazione dei diritti/doveri individuali e collettivi.
Su
questa tematica è importante il confronto e le idee di tutti.
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